Alternanza Scuola-Lavoro, Napoli studenti costretti a lavorare anche di domenica.

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Proteste contro l’alternzanza scuola – lavoro. Studenti e studentesse del liceo classico Vittorio Emanuele II di Napoli, costretti a lavorare durante le giornate di primavera del Fai “Non siamo volontari ci ha costretto la scuola”.

 

Non si placano le proteste, da parte di studenti e studentesse, contro l’alternanza scuola-lavoro provvedimento fortemente voluto e sostenuto dal Ministro Fedeli e dal governo Renzi.

Ieri è toccato ad una famosa scuola del centro storico di Napoli, il liceo classico Vittorio Emanuele II, che ha sottoscritto un accordo con la Fondazione Fai per l’iniziativa “Giornate Fai di primavera”, che si propone di tenere aperti con l’ausilio dei propri volontari, oltre 1000 siti di interesse storico e culturale in tutta Italia. Peccato che questa volta a lavorare nel giorno della domenica delle Palme, non siano stati i volontari Fai, ma studenti e studentesse dei licei della città di Napoli.

Gli studenti del liceo classico hanno anche cercato di comunicare alla propria scuola la loro volontà di non partecipare all’iniziativa, lamentando che si trattasse di una domenica e quindi di un giorno festivo e soprattutto essendo in maggioranza studenti dell’ultimo anno avrebbero tolto tempo prezioso allo studio.

“La scuola ci ha fatto sapere che ci sarebbero stati provvedimenti per gli studenti o le studentesse che avessero scelto di non partecipare alla giornata del Fai” fanno sapere dal collettivo del Vittorio Emanuele “si è arrivati addirittura a minacciare la non ammissione all’esame di stato”.

Cosi gli studenti hanno scelto di essere presenti al museo di mineralogia della Federico II, nonostante i malumori e nonostante si trattasse di una domenica mattina, rifiutandosi però di indossare il cartellino del Fai,in cui c’era scritto esplicitamente che chi lavorava quel giorno come guida era un volontario, indossando invece alcuni cartelli fatti dagli stessi studenti in cui si denunciava che non si trattava di volontariato bensì di lavoro non pagato frutto dell’alternanza scuola lavoro.

Dal collettivo ci tengono a far sapere ” la nostra protesta non è contro il Fai ma contro l’assurdità dell’alternanza scuola lavoro, che ci obbliga in un giorno di festa a lavorare in Museo, togliendoci il tempo di stare in famiglia o a studiare” , ma balza agli occhi come associazioni di volontariato o la stessa Federico II utilizzino il lavoro non pagato e fintamente volontario per le proprie iniziative.
Le polemiche non si fermano e dal Vittorio Emanuele gli studenti fanno sapere che in queste ore, sia la direttrice del Fai che la preside continuano a minacciare provvedimenti contro gli autori della protesta.
Le scuole dovrebbero formare la coscienza critica dei più giovani, insegnare loro come combattere le ingiustizie, in questo caso sembra evidente che la lezione di democrazia e di vita sia stata data dai più giovani a chi si dice invece di avere come missione quella di “stimolare lo spirito di una cittadinanza attiva” come si può leggere sul sito del Fai Scuola.