La fondazione Fs italiane nega la commemorazione degli operai napoletani a Pietrarsa.

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1° Maggio di memoria e di lotta a Pietrarsa (Napoli), nonostante il diniego da parte della Fondazione Fs Italiane, a 155 anni dalla stage operaia ad opera dei reparti di bersaglieri intervenuti per reprimere la protesta dei lavoratori delle Officine, che protestavano contro la chiusura dello stabilimento napoletano.

Come ogni anno il 1° Maggio si commemora la strage degli operai in lotta a Chicago del 1887, ma ben 23 anni prima a Napoli nelle offcine meccaniche di Pietrarsa una strage di uguali dimensioni tocco gli operai napoletani dello stabilimento.

Le Officine furono piano piano smantellate, da 1000 unità fino alle 400 circa del 1863, proprio in quel anno per protestare contro nuovi licenziamenti i lavoratori occuparono la fabbrica. A quel punto il Questore dell’epoca Nicola Amore (a qui sono dedicate piazze e strade) chiese l’intervento dell’esercito, che inviò un reparto di bersaglieri, che una volta sul posto apri il fuoco sugli operai facendo diverse vittime.

Secondo la storiografia ufficiale, dai registri di polizia ed esercito, i morti furono 4 e i feriti gravi 10, ma dai registri di fabbrica dopo 6 giorni dai fatti mancavano piu di 150 lavoratori all’appello. Una vera e propra strage dimenticata per troppi anni, specialmente da quelle forze politiche come il PCI e la CGIL che hanno fatto della centralità operaia il proprio tratto distintivo. Troppi erano gli interessi in ballo, lo sviluppo delle aree industriali del nord non poteva essere messo in pericolo da rivendicazioni che non fossero in linea con la retorica unitarista italiana.

o berzagliere taliano ll’ ha scuppettiati e chi ll’aveva addifennere se ll’ è scurdati! (Il Bersagliare italiano gli ha sparato, chi li doveva difendere li ha abbandonati)

Purtroppo oggi ancora una volta l’arroganza di chi gestisce i nostri territori come un padrone è venuta fuori, senza nessun rispetto per la storia di quegli operai massacrati da uno stato che ancora fatica a fare i conti con la propria storia; la Fondazione Fs Italiane ci ha negato l’accesso, volevamo solo apporre uno striscione e deporre dei fiori sulla targa commemorativa: un atteggiamento che riteniamo vergognoso!

Non ci siamo però fermati davanti a questo ennesimo atto ostile,da parte di una Fondazione che ha sede a Roma e da più di un secolo fa gli interessi di una sola parte del paese, abbiamo deciso di occupare la strada adiacente al museo e comunicare con i napoletani e le napoletane dei quartieri di San Giovanni e la città di Portici quello che era accaduto ricevendo non poca solidarietà.

Siamo convinti che i mali della nostra terra abbiano radici storiche e sociali molto profonde, riprendere la storia di Napoli e della colonizazzione interna dell’Italia vuol dire anche smentire la retorica razzista e classista, che vorrebbe tutti i meridionali responsabile delle proprie condizioni sociali.

Se da queste latitudini le aspettative di vita sono inferiori di 24 mesi a quelle degli abitanti del nord del paese, se la disoccupazione giovanile arriva al 90% nelle periferie e ogni anno più di 100.000 persone lasciano le città del sud per trovare fortuna altrove, non può essere certo colpa “nostra” come qualcuno vorrebbe.

Operai delle Officine di Pietrarsa

Nel giorno in cui si ricordano i lavoratori caduti nella difesa dei loro diritti ci sembrava giusto ricordare certi temi e soprattutto farlo nella nostra città, con il pensiero ai nostri martiri.