L’importanza di dare voce a chi è invisibile

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EDITORIALE – L’importanza di dare voce a chi è invisibile

Sabato mattina è stata lanciata una nuova proposta politica in città: confederare le alternative nate dalle esperienze sociali e politiche.
È stato un momento pubblico non rituale con una valenza importante.
Conoscersi, ascoltare le diversità che hanno nel tempo caratterizzato quell’anomalia di cui si parla tanto a Napoli attraverso il racconto delle esperienze del territorio è stato davvero importante: durante lo svolgimento del dibattito ha aiutato a creare il clima e le condizioni adatti ad affrontare questa sfida.
La novità importante è stata evidente già nella presentazione del progetto: i primi a parlare sono esponenti delle liste della lotta per il lavoro, attivisti per il diritto all’abitare, ragazzi che operano attività di doposcuola in quartieri difficili come quelli del Rione Traiano, abitanti delle periferie – da Scisciano a Casoria passando per Pozzuoli – sono intervenuti per esprimere la necessità di creare una rete di relazioni e un modello organizzativo all’altezza dei tempi.

Gli obiettivi? Puntare dritto al governo della città, senza scorciatoie facili da percorrere, e con la consapevolezza che insieme è possibile immaginare una città diversa, ad uso e consumo dei propri abitanti.
Qual è il messaggio più importante che è stato trasmesso da tutte queste esperienze?
Sicuramente la dignità dell’intervento dei disoccupati ci ha insegnato che non c’è età per imparare a reagire alla disoccupazione e alla mancanza di lavoro, così come il discorso portato avanti dagli occupanti casa, ci ha istantaneamente illuminati sulla necessità che ha mosso tante persone a partecipare ad una campagna politica in città che avesse l’obiettivo di far riconoscere il diritto all’abitare.

Questi ed altri momenti hanno espresso quello che i soggetti politici istituzionali non hanno mai saputo mettere in campo: far parlare gli attori sociali delle lotte politiche per costruire un discorso davvero incisivo e strumento reale per cambiare questa realtà disastrata.
E’ necessario trovare le risposte alle istanze sociali partendo proprio dall’esperienza delle lotte: il diritto all’abitare, al lavoro, ad un ambiente sano e integro, l’importanza di poter riconoscere come beni comuni spazi liberati del patrimonio pubblico, così come altri elementi primari di cui necessitiamo, sono alla base di quest’esperimento confederale, e pilastri attorno ai quali costruire un programma politico chiaro, oltre che una struttura organizzativa al passo con i tempi.

La nostra proposta deve camminare sulle gambe di cui si è dotata: le lotte cittadine esistono e hanno una grande dignità, ma sono sicuramente insufficienti rispetto alle problematiche che il nostro territorio vive.
È per questo necessario allargare lo spazio di queste battaglie, aggredendo anche altri temi come quello della movida che soffoca la città, della precarietà che ci rende schiavi, dell’inquinamento che ci uccide.
Su queste gambe sarà possibile non solo confederare tante esperienze, ma praticare quotidianamente un’alternativa.

Avrà la Confederazione la capacità reale di praticare quanto annunciato?
Sarà capace di costruire delle assemblee sui territori per una costruzione partecipata del programma politico?
Se sì, se risponderemo positivamente a questi ultimi quesiti,
possiamo affermare con certezza di essere di fronte ad una prospettiva reale e nuova. Ci stiamo finalmente addentrando in un campo di possibilità concreto che dobbiamo necessariamente attraversare e costruire per iniziare a “diventare grandi”* e cambiare la città partendo dai nostri sogni e dalle nostre lotte.

[- Non si sogna mai troppo.
– Non si può fare politica e poesia nello stesso tempo – postillò lei.
– Al contrario: è imprescindibile fare politica e poesia. Quando un rivoluzionario non è un poeta finisce per essere un dittatore o un burocrate, un traditore…]

(da “la Danza Immobile” di Manuel Scorza)

per rivedere l’evento di lancio della confederazione puoi seguire la diretta registrata qui —-> I Parte https://goo.gl/Vc1pN7 – II parte https://goo.gl/u3XKvZ
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* : citazione da “Racconti per una solitudine insonne – Subcomandante Marcos

– L’opera d’arte allegata al nostro editoriale è Composizione II di Kandinsky –