Le milizie Jihadiste e l’esercito turco entrano ad Afrin

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Dopo 50 giorni di assedio le truppe Turco- jiadiste entrano ad Afrin, migliaia gli sfollati e le vittime tra i civili. Lo Ypg annuncia “La resistenza di Afrin continuerà finché ogni centimetro di terra non sarà liberato e il popolo di Afrin potrà tornare alle sue case.”

Il peggio è accaduto, nelle scorse 12 ore l’esercito turco affiancato dalle milizie jihadiste ha lanciato un offensiva contro la città curda di Afrin. Già da oltre 50 giorni si sono susseguite le operazioni di guerra contro l’esercito dello Ypg e i civili curdi, durante le quali si contano decine di vittime tra i civili e la distruzione di diversi ospedali . Diverse organizzazioni umanitarie , tra le quali la Mezzaluna Rossa e Amnesty International, denunciano la situazione di immobilismo della comunità internazionale davanti al massacro che il governo Turco sta mettendo in atto, in modo sistematico nei confronti della popolazione dell’area della Siria nordoccidentale.

Circa 8 ore fà la città di Afrin è caduta sotto il controllo delle forze Turco-Islamiste, sotto gli occhi complici della Nato , degli Usa, della Russia che ha aperto lo spazio aereo alle operazioni militari turche nell’area e dell’Unione Europa, che solo pochi mesi fa rinnovava l’accordo da 3 miliardi l’anno con il governo di Ankara per la gestione dei flussi migratori verso l’Europa. La stessa UE  in queste stesse ore lancia un appello , tramite il Parlamento Europeo, a fermare le operazioni di guerra,appello rigettato al mittente dallo stesso Erdogan che ha dichiarato “Qualsiasi cosa dicano ci entra da un orecchio ed esce dall’altro. Non vi esaltate. Noi non lasceremo (la Siria) finché il nostro compito non sarà concluso. Dovreste saperlo”.

Gli stessi leader occidentali che lanciano invettive contro il terrorismo islamico, blindando le nostre città e riducendo le nostre libertà fondamentali in nome della lotta al terrorismo, hanno accolto in Europa il sultano Erdogan , fedele alleato dell’Isis nella lotta al popolo curdo, con tutti gli onori del caso solo pochi mesi fa. Ancora una volta in nome degli accordi economici e degli equilibri internazionali, si sacrificano le vite di migliaia di civili innocenti e si mandano al massacro i tanti e le tante guerrigliere dello Ypg che in questi anno hanno dimostrato al livello mondiale di essere l’unico vero baluardo contro l’avanzata delle truppe Jihadiste in medio oriente.

 

Mentre nella  città di Afrin, ormai sotto contro Turco, si susseguono esecuzioni sommarie e ritorsioni nei confronti della popolazione ancora presente, oltre 100.000 profughi cercano di scampare alla violenza della guerra in condizione disperate. In queste stesse ore alcuni portavoce dello YPG/YPJ insieme all’amministrazione Autonomo Democratica del cantone di Afrin hanno tenuto una conferenza stampa, nella quale hanno dichiarato chedi aver deciso di far evacuare i cittadini dalla città per evitare massacri civili, è che la guerra è arrivata ad un’altra fase.”

Inoltre il comando militare dello YPG/YPJ ha fatto sapere al mondo e alla Turchia che “la nostra lotta contro l’invasione dello stato turco e le forze oscure che usano il nome di “Esercito Libero” continua. Tuttavia, la guerra è arrivata ad un’altra fase, con nuove tattiche per evitare un massacro di civili e per colpire le bande. Le nostre forze sono attive ovunque ad Afrin e infliggeranno colpi all’esercito d’invasione turco e alle bande nelle loro stesse basi […]Le nostre forze renderanno ogni luogo un incubo per loro. La resistenza di Afrin continuerà finché ogni centimetro di terra non sarà liberato e il popolo di Afrin potrà tornare alle sue case. “

Intanto le comunità kurde nel mondo rilanciano per una giornata mondiale di mobilitazione a sostegno di Afrin per sabato prossimo, 24 marzo.