Napoli: continuano le proteste contro l’alternanza scuola-lavoro

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Gli studenti del liceo Vittorio Emanuele II di Napoli lanciano un appello alla mobilitazione contro l’alternanza scuola-lavoro, due settimane fa la loro protesta durate le giornate di primavera del FAI è diventata virale.

 

Non si fermano le polemiche intorno alla protesta contro l’alternanza scuola -lavoro, messa in campo qualche settimana fa dagli studenti e le studentesse del liceo Vittorio Emanuele II di Napoli. Contro di  loro  si sono scagliati: la dirigenza scolastica e i membri del FAI, che accusano i ragazzi di aver leso l’immagine dell’iniziativa, minacciando note disciplinari per i partecipanti alla protesta.

Subito in rete è scattata la solidarietà, la protesta è diventata virale, testate giornalistiche e voci del mondo dello spettacolo e della cultura si sono schierati al fianco dei giovani del Vittorio Emanuele.

In molti hanno sottolineato come non solo la protesta sia stata pacifica e meramente simbolica, gli studenti non si sono sottratti all’alternanza ma hanno semplicemente esposto un cartello informativo sulla propria condizione,ma che oggi si corre il rischio di avere  una pericolosa ingerenza dei privati (in questo caso il FAI) nel mondo della scuola.

Proprio nell’ultima settimana, a conferma del clima rovente attorno a questo argomento, uno studente di Carpi è stato “sanzionato”, con un 6 in condotta,  solo per aver espresso la propria contrarietà all’alternanza scuola-lavoro sulla sua pagina Facebook !

In questi giorni dal liceo napoletano, lanciano un nuovo appello alla mobilitazione, invitando tutti gli studenti del paese a mettere in campo azioni di protesta contro l‘alternanza scuola-lavoro.

Riportiamo di seguito quanto scritto sulla bacheca Facebook del collettivo del Vittorio Emanuele II:

“Appello a tutt* gli studenti e le studentesse sfruttat* e contro l’alternanza scuola-lavoro: ora basta, facciamo sentire la nostra voce!

Una settimana e mezzo fa ci siamo messi dei cartellini durante l’alternanza per esprimere il nostro dissenso. Inaspettatamente, ha funzionato. Le persone con cui parlavamo restavano colpite e sui social è scoppiata l’indignazione di fronte ai provvedimenti disciplinari che abbiamo subito.

Per questo non vogliamo fermarci. Dal Vittorio Emanuele II lanciamo una campagna dall’hashtag #alternanzascuolasfruttamento: mettiamoci tutt* un cartellino di protesta nei musei, nei ristoranti, negli alberghi, nei negozi, nelle aziende e in qualsiasi altro luogo di sfruttamento.
Riempiamo i social con le nostre foto e i nostri racconti, denunciamo l’alternanza!”