Pomigliano, lavoratori da tutta Italia bloccano i cancelli di FCA.

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Centinaia di lavoratori arrivano in solidarietà deglio operai del FCA per il blocco dei cancelli della fabbrica di Pomigliano d’Arco, ne abbbiamo parlato con Eduardo Sorge del Si Cobas  di Napoli.

 

Raccontaci cosa è successo all’alba del 23 marzo 2018 a Pomigliano ?

Un centinaio di lavoratori aderenti al Si Cobas, provenienti da alcuni stabilimenti Fca in Italia e di altre fabbriche della logistica del Paese, hanno bloccato dalle 5:00 del mattino gli svincoli della strada statale 162 che portano allo stabilimento automobilistico di Pomigliano D’Arco. Il blocco all’ingresso due è proseguito fino alle 13:30 durante il quale si è svolta anche un assemblea pubblica all’esterno della fabbrica. Erano presenti anche diversi compagni delle realtà solidali ed una delegazione di disoccupati organizzati del Movimento di Lotta Disoccupati – 7 Novembre e al secondo turno anche del Movimento di Lotta – Banchi Nuovi.

Ci puoi dire quali sono in punti che il Si Cobas critica del piano industriale?

E’ semplice, la situazione è evidentemente drammatica per tutti gli stabilimenti FCA in Italia. L’unico “piano industriale” che Marchionne ha in mente in Italia è quello dello smantellamento di gran parte degli impianti e della fuga “armi e bagagli” all’estero.

I piani industriali per Fca non saranno sufficienti a garantire il futuro occupazionale dei lavoratori e si intravedono oltre 1000 esuberi che sbugiardano le menzogne di Marchionne.

Dopo essersi assicurato il tanto agognato risanamento finanziario per l’intero gruppo Fiat-Chrysler sulla pelle degli operai grazie alla complicità dei sindacati firmatutto (FIM-UILM-UGL-FISMIC) e alla benevolenza dello Stato, che gli ha garantito fiumi di denaro pubblico sotto forma di CIGS e Contratti di solidarietà, e dopo aver dichiarato ai quattro venti che nel 2018 sarebbe tornata la piena occupazione, ora il quadro è chiaro:

1) Melfi ferma fino a fine marzo sulla linea di produzione Punto

2) Pomigliano ferma per 8 giorni a marzo e 4 ad aprile

3) Cassino ferma dal 22 al 31 marzo

4) Grugliasco ferma dal 22 al 27 marzo e dal 3 al 13 aprile

5) Mirafiori chiusa quasi tutto il mese di marzo per linea SUV

A ciò si aggiunge nelle ultime ore la notizia del fermo di 4 giorni ad aprile del Centro Ricerche di Orbassano, alla Purchasing srl di Mirafiori (settore acquisti) e alla Mopar (ex Ricambi) di None e Volvera e la situazione di eterna incertezza che grava su Termoli (dove 475 interinali hanno il contratto in scadenza il 31 marzo).

Tutto ciò senza dimenticare che, come da tempo il SI Cobas sta denunciando, negli stabilimenti di Pomigliano e Nola a settembre 2018 terminerà l’utilizzo del contratto di solidarietà e non sarà più possibile per i circa 3.400 lavoratrici e lavoratori fare ricorso ad altri ammortizzatori sociali.

Quali sono state le reazione allo sciopero di oggi?

Il clima in fabbrica è di ricatto e preoccupazione ed erano anni che mancava una manifestazione del genere. In altre occasioni non abbiamo assistito ad un generale interesse dei lavoratori, bombardati dalla propaganda di Marchionne e disabituati allo sciopero. Oggi decine di lavoratori non si sono presentati a lavoro e tanti altri sono scesi dalle auto a parlare con gli altri operai. L’azienda ha aperto il varco 1, raggiungibile da altre arterie stradali, e solitamente riservato allo scarico merci.

Certo non siamo dinanzi ad una ripresa di massa dell’iniziative dei lavoratori ma il segnale di questa mattina è incoraggiante.

La necessaria riorganizzazione dei lavoratori (a Pomigliano e nel resto delle fabbriche FCA e non solo) non potrà essere costruita con scorciatoie o solo denuncia mediatica ma con la partecipazione diretta dei tanti lavoratori del Gruppo FCA a partire da Pomigliano.

La sfida si aprirà nei prossimi mesi e ci sarà bisogno di tutta la solidarietà anche delle realtà di movimento solidali.